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la voce della città libera e solidale

3 marzo 2009
il cognome + numeroso di Facebook
Bene Parenti, credo che con il traguardo dei 500, siamo davvero gruppo più numeroso di Facebook.
Ringrazio tutti per aver compreso lo spirito dell'iniziativa, molto ludica ma anche rivolta a far reincontrare parenti di cui si erano perse le tracce o addirittura ci si era dimenticati.
Personalmente ne ho ritrovati molti e, nonostante le distanze, ora condiviamo umori, foto, ricordi e quant'altro ci mette a disposizione questo straordinario strumento che è diventato FB.

RICORDO A TUTTI che il 3° obiettivo è ricostruire l'origine del nostro cognome, per farlo dovete inserire tutte le informazioni familiari che avete sulla vostra origine nell'apposito gruppo a questo indirizzo: http://www.facebook.com/group.php?gid=139442245719&ref=mf

RICORDO ANCORA che dovete aderire ad uno dei gruppi Regionali o di Nazione per la costruzione del 4° obiettivo che prevede il 1° raduno di tutti i di giacomo nella regione con maggiori presenze.
Vi prego di registrarvi nella Regione o Nazione in cui ORA SIETE RESIDENTI e, se volete, anche in quella dove siete nati.

MOLTI MI HANNO CHIESTO PERCHE' HO DECISO DI FARE QUESTO, rispondo: agli albori di internet, credo tra il 1996 e 1997, ricevetti una email dall'America di un parente(?) che si chiamava di giacomo che voleva maggiori informazioni su dove ero nato e sulla mia famiglia.
Il motivo di questa email era che quel parente(?), stava cercando di ritrovare i suoi parenti in Italia.
Purtroppo per lui, non sapeva che internet sarebbe diventata una realtà, quasi, consolidata solo 10 anni dopo.
Da allora ho deciso che appena ne avessi l'opportunità avrei radunato virtualmente tutti i di giacomo del mondo.
Piano piano, grazie anche al vostro aiuto, l'ardua impresa ha raggiunto un buon successo in appena 3 mesi.
Di nuovo grazie a tutti.
Vincenzo Di Giacomo

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27 settembre 2008
Ma che bell'accordo
Accordo fatto con i piloti.
"In sostanza Fabio Berti e Massimo Notaro avrebbero ottenuto per i piloti con i gradi di comandante (900 su 2.100) la qualifica di «dirigente », che equivale alla possibilità di negoziare un contratto proprio, ma anche di essere licenziati con il pagamento di un'indennità. Per 140 piloti in esubero ci sarebbe il part-time con rotazione." dal Corriere

"al personale tecnico con qualifica di Comandante è riconosciuta ad ogni effetto di legge, la categoria di dirigente". Cai, inoltre, si doterà di un "contratto collettivo di lavoro dirigenti comandanti" che sarà redatto entro l'inizio dell'attività della nuova Alitalia. Un contratto separato, era il nodo più difficile. Per il personale senza la qualifica di comandante, il contratto dovrà trovare "adeguata coerenza" con il contratto di lavoro dei dirigenti comandanti Cai." da Repubblica

Sono assolutamente indignato per questo accordo, che conserva le prerogative d'elite (una volta si diceva di classe, ma oggi non si porta più) dei piloti.
Sono assolutamente meravigliato della mancata sollevazione del personale di terra e degli assistenti di volo sulla soluzione per i piloti.
Sono costernato della capacità di Epifani, spero non della FILT-CGIL, di dire e fare tutto ed il contrario di tutto.
Sono imbestialito per il fatto che Lufthansa e Air France, vogliano sedere al tavolo del banchetto di Alitalia, ponendo addirittura condizioni di leadership.

Non sono meravigliato della incapacità del PD di cogliere la sconfitta subita sulla vicenda.
Non sono ottimista sulla sorte dei 3.000 fantasmi di Alitalia.

Sono sicuro che la storia di CAI e Alitalia non sia finita, e che presto ci troveremo a riparlarne.

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26 settembre 2008
Ognuno per il proprio ruolo
Leggo stamani che CGIL, CISL, UIL e UGL hanno incontrato i vertici della Lufthansa e l'ambasciatore tedesco a Roma.
Sono meravigliato da questo cambio di casacca e credo che una tale azione non solo non rientri nei compiti di un sindacato, ma che ne stravolga sempre di più il ruolo per cui i lavoratori vi aderiscono.

La pessima figura che la CGIL ha fatto, direi il suo Segretario Generale ha fatto, in questa vicenda mi porta a pensare che le parole sono parole, e i fatti sono sempre parolai.

Un mio vecchio amico, mi diceva un tempo "...dimmi dove vuoi arrivare, le motivazioni le trovo io", dandomi chiaramente ad intendere che la politica non è sempre motivata, ma sicuramente orientata.

Allora, a parte le parole che ha detto Epifani per validare la sua scelta alla firma; dov'è il principio che senza piloti gli aerei non volano, che senza l'adesione di una fondamentale parte dei lavoratori l'accordo non si poteva fare, etc,etc,etc,etc,etc.

Epifani, il cui mandato scade tra 2 anni, non mi sembra si sia particolarmente distinto in questi 6 anni del suo incarico in performance particolari.

Certo, come Bertinotti, è molto elegante, molto colto, ma rischia di far fare alla CGIL l'ingloriosa fine dell'arcobaleno alle ultime elezioni.

Credo che la CGIL, la sinistra, sia essa del PD, Democratica o Riformista, debbano profondamente rivisitare le loro idee o convinzioni sul tessuto sociale degli italiani, sulle loro priorità, sulle loro aspettative.
Ci si potrebbe accorgere che l'italia è cambiata, tanto e davvero.

Allora, forse vale ancora lo spirito di quel mio vecchio amico.

21 settembre 2008
I Piloti Alitalia
Trent'anni fa, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL tentarono la più importante battaglia di rappresentatività unitaria del personale del Trasporto Aereo: il contratto unico nazionale.
In quegli anni il trasporto aereo Italiano era al 97% appannaggio di Alitalia e le gestioni aeroportuali del Ministero dei Trasporti.

Negli anni della solidarietà nazionale sembrava quindi possibile ed opportuno ricomporre tutto il lavoro aereo sotto un'unica regia contrattuale.
Invece, i Piloti condussero la loro più cruenta battaglia contro coloro che volevano "tarpargli le ali".
Quaranta giorni di sciopero con la tecnica dell'aquila selvaggia, resero impossibile il raggiungimento dell'obiettivo.

I piloti mantennero la loro intangibilità contrattuale mentre tutti gli altri lavoratori furono inglobati nel nuovo contratto con seimila lire di aumento al mese per tre anni.
Allora anche Luciano Lama ammise la sconfitta ma confidava nella "maturazione di classe dei lavoratori" negli anni a venire.
Da li a pochi anni la marcia dei 40mila alla FIAT, lo convinsero, invece, che i nuovi tempi non permettavano di ripercorrere più le iniziative dell'unitarietà di classe dei lavoratori degli anni del dopoguerra.

Nel trasporto aereo i contratti divennero quattro: personale di terra, personale di volo, piloti, aziende aeroportuali.
CGIL, CISL e UIL cedettero il passo alle nuove spinte categoriali, adattandosi al mutato scenario.
Negli anni 90 l'ANPAC (associazione nazionale piloti aviazione civile), diventa azienda nell'azienda definendo carriere e contratti dei piloti in maniera pressochè autonoma.

Il primo grande esodo dei lavoratori del 1994 con pensionamento anticipato di 5 anni, tocca in maniera risibile i piloti, che ritengono di non essere parte della situazione di crisi dell'Azienda nel nuovo panorama di deregulation che stava per affermarsi anche in Italia.
Oggi che l'Alitalia non esiste più, la CGIL pone il veto sul nuovo contratto perchè i piloti non sono d'accordo!.

Sgombrato il campo da ogni possibile strumentalizzazione politica sul ruolo della CGIL come "cinghia di trasmissione" del Partito Democratico, diviso anch'esso sulla vicenda, mi meraviglia la posizione del Segretario Epifani che si preoccupa che un accordo che coinvolge 20mila persone possa essere messo in discussione perchè una categoria fortemente autonomista non l'accetta.

Epifani si preoccupa dei piloti, non parla mai dei 1.200 del call center di Palermo, di fatto già esternalizzati, parla dell'Atitech di Napoli (che hanno svegliato tutti, anche lui, sull'accordo Air France in primavera), ben sapendo che questi "non si svendono".

Allora, cosa c'è dietro questo stop alla CAI (compagnia affaristica italiana), se non la velleità di ridare smalto ad una CGIL molto in ombra dopo la svolta movimentista impressa da Cofferati agli inizi del 2000, sotto il Governo Berlusconi.

Epifani e Bersani parlano della necessità di un partner straniero per impedire che la CAI si interessi solo dei profitti prossimi e non del futuro.
Forse non si sono accorti che Air France si è fatta avanti perchè ha ben chiaro che la CAI, così com'è composta non può durare senza un socio "competente".

Allora, se anche Air France (acquirente unico per il Governo Prodi) è tornata sui suoi passi, cos'è che impedisce davvero l'accordo?

Puo davvero il PD, sperare che difendendo la scelta di Epifani, la gente capisca da che parte stà la ragione, se ragione c'è?



permalink | inviato da vdg il 21/9/2008 alle 19:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 settembre 2008
meno male che non è tutto CAI
Sembra incredibile, ma le uniche proposte davvero fuori dal coro della soluzione CAI di Berlusconi, arrivano per quelle parti del gruppo Alitalia, in questi anni più bistrattate.
Mi riferisco all'area tecnica di Fiumicino e Napoli.
Dall'America e dall'Europa ci si offre di rilevare l'intero settore al 100%.
Che qualcuno intraveda davvero le potenzialità professionali degli operatori dell'area tecnica, dimostra come la soluzione al problema del vettore aereo nazionale si potesse trovare già molti anni orsono.
Mi riferisco agli ex amministratori di Alitalia e Atitech, Carlo Verri e Giovanni Gizzi, entrambi defunti.
Il primo per un incidente d'auto il secondo per malattia.
Ambedue avevano un'analoga idea: dividere il vettore dall'area tecnica e amministrativa per permettere la cosidetta sinergia funzionale con l'apertura al mercato delle professionalità costruite in tanti anni e ampiamente apprezzate in campo aeronautico.
Si trattava cioè di rivendere sul mercato il surplus tecnologico per fare del business aggiuntivo all'attività svolta per la compagnia, anch'essa cliente.
Queste idee fortemente avversate dall'interno del gruppo si sono esaurite naturalmente con la morte di Verri e Gizzi.
Eppure l'uovo di colombo era li, a portata di mano, ma nessuno ha mai inteso approfittarne. All'uovo si è preferito l'intera gallina, che ormai vecchia, non serve più neppure al brodo (per i contribuenti), ma è ancora la gallina dalle uova d'oro, per gli speculatori di sempre.
Spero che la vicenda si chiuda positivamente per i lavoratori, visto che si è già chiusa in modo pessimo per i contribuenti.
Ai miei ex colleghi dell'area tecnica un forte abbraccio di solidarietà, la lotta è sempre la strada giusta per affermare la propria vitalità umana ed intellettuale, e sembra proprio che oltre alla lotta qualcun'altro abbia guardato oltre e si sia accorto di queste capacità.
Non disarmate, so bene che avete la giusta intelligenza per fermarvi e riflettere, senza opportunismi ma neppure velleità rivoluzionarie di altri tempi.

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permalink | inviato da vdg il 12/9/2008 alle 21:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

29 agosto 2008
nasce la "compagnia aerea italiana"
Per i non conoscitori della storia dell'aviazione civile italiana, questa notizia sembrerebbe una buona novità per la vicenda Alitalia.
Essa ricalca, invece, la storia della sua nascita, invito tutti a vedere la puntata di "la storia siamo noi" (http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=463).
Un remaik dunque?.
Oggi, diversamente da allora, la nascita della "nuova compagnia area privata italiana", è solo un affair con l'unico obiettivo di spartirsi l'enorme massa di liquidità a disposizione, purchè qualcuno altro si impegni verso i creditori.
Non a caso Air France è tornata di corsa ad offrire il proprio supporto tecnico operativo, con l'obiettivo di riuscire, nella spartizione dei pani e dei pesci che avverrà tra cinque anni, ad assumere il completo controllo delle linee gestite da Alitalia e Airone.
In sostanza Air France, che prima voleva comprare solo Alitalia, oggi si trova a comprare 2 compagnie con annesse linee (valore circa 2 miliardi di euro).
Ed i lavoratori, gli azionisti?.
Quale futuro per loro.
Anche qui, pantalone e pronto a fare la sua parte.
Per i primi, non c'è problema: 7 anni e tutti in pensione (alla faccia della crisi sulle pensioni).
Per i secondi, ancora meno problemi: sono solo il 40% di un capitale che complessivamente vale meno di 150 milioni di euro.
Di fronte a questi risvolti, mi rendo conto che questa storia finirà come le tante altre "all'italiana".
E come sempre, i lupi riusciranno a banchettare.

24 agosto 2008
a ben guardare
Sull'onda degli ultimi avvenimenti politici a S. Maria C.V. esprimo queste riflessioni:
  1. le liste presentatesi alle elezioni del 2007 per le elezioni comunali di S. Maria C.V., si sono completamente, o quasi, scompaginate;
  2. non ci sono punti certi nella politica locale se non riferiti al Sindaco;
  3. tutti sono contro tutti, e tutti sono a favore di tutti.
In questa situazione di grave confusione, quali obiettivi si possono offrire ai cittadini sammaritani.
E' incredibile come la politica sia oggi poca cosa rispetto alle necessità di rappresentanza dell'organo amministrativo locale.
  • Il Partito Democratico della provincia di Caserta è oggi retto dall'ex Sindaco di S. Maria C.V. Enzo Iodice.
  • Il Partito Democratico di S. Maria C.V. è retto da un reggente espressione dell'amministrazione vincitrice contro la candidata della vecchia amministrazione Iodice.
  • La stessa amministrazione stravincente nelle elezioni del 2007, a colpi di siluro contro la vecchia giunta Iodice, è guidata da un Sindaco oggi referente del PD e quindi con lo stesso Iodice suo principale interlocutore politico.
Davvero un bel ...papocchio.
Questi sono i maggiori problemi che il PD incontra nel suo cammino di organizzazione a Caserta ed in Campania.
Razionalizzare l'esistente, non dimenticando cio che i cittadini hanno vissuto.

speriamo bene

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24 agosto 2008
scrivevo il 14 giugno 2007

Dopo 8 possibili Sindaci, sostenuti da 30 liste, con circa 900 Candidati e una media tra Candidati e cittadini di 1 a 25, Santa Maria Capua Vetere ha il suo Primo Cittadino.

La vittoria di Giudicianni al ballottaggio era certa e fuor di ogni dubbio.

Certa perchè lo scarto al primo turno con la candidata M.L. Chirico, era incolmabile.

Infatti gli apparentamenti del ballottaggio predefinivano una differenza tra Giudicianni e Chirico del 15,17% (44,7% Giudicianni, 29,53% Chirico).

Il risultato del ballottaggio ha prodotto, infatti, che Giudicianni (10.067 voti) con solo 478 voti ricevuti in più del primo turno (9.589 voti), sia balzato dal 44,7% al 64,19% (più 19,49%).

Mentre per la Chirico (5.615 voti), la conquista di 811 voti in più di quelli registrati dalle 2 liste nel primo turno (4.446 voti Chirico, 1.980 voti Martucci), l'abbiano fatta incrementare di solo il 6,28%.

Considerando che tra il secondo ed il primo turno i votanti sono diminuiti di 6.077 elettori e che le liste non apparentatesi rappresentavano da sole 5.744 voti (cioè altri 333 elettori oltre quelli delle liste non apparentatesi, non si sono recati al ballottaggio),  che i voti delle schede Bianche Nulle e Contestate sono state di 889 al primo turno e 589 al secondo turno (meno 300 schede BNC al ballottaggio), non si capisce bene da dove derivino questi 1.289 voti in più, che hanno fatto la differenza.

Si è sempre detto che la matematica non è un opinione, in questo caso la matematica è un casino.

Di certo c'è che tra i circa 900 candidati, quelli che si presenteranno nel nuovo Consiglio Comunale (tolti i candidati a Sindaco), rappresentano 5.783 elettori sui 22.648 votanti al primo turno (il 25,5%).

La media dei voti di questi 30 Consiglieri è di 192 voti cadauno, ma con un 1/3 di essi al di sotto.

Comunque sia, come dico nel titolo: Buon lavoro Sig. Sindaco




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24 agosto 2008
riflettevo il 15 giugno 2007

Quello che più stupisce del risultato delle amministrative del Comune di Santa Maria Capua Vetere è senz'altro il dato elettorale di Forza Italia e dei Democratici di Sinistra.

Per Forza Italia lo stato di "congelatore" dei voti in libertà della vecchia Balena bianca e dei partiti moderati (PSI, PRI, PSDI, PL etc), si è esaurito.

Pertanto, il risultato del 5,94% rappresenta nei fatti la via del declino in attesa di un'attestazione percentuale di rito, legata cioè alla forza del personaggio candidato a Sindaco.

Per i Democratici di Sinistra, la situazione è più grave.

Per essi, pur avendo perso lo scontro con la Margherita per il Sindaco, ad ottobre si apriranno le porte della Giunta con la nascita del PD e la conseguente scomparsa dei due attuali partiti DS e Margherita.

Sembrerebbe incredibile che nella formazione delle liste per le Comunali, questi due partiti non avessero messo da conto tale evenienza.

Viene da pensare, quindi, che lo scontro elettorale non era riferito ai programmi, alle cose fatte e da fare dalla precedente Giunta Iodice, che ha amministrato la Città per 10 anni: ma più semplicemente alla determinazione del possesso dello scettro.

Ambedue i partiti, però, non debbono sottovalutare che, al di là della conquista del Consiglio Comunale, la loro forza unita rappresenta il 19,38% dei voti di questa tornata elettorale, pertanto la loro unificazione nel PD, non migliora il dato di riferimento ma lo diminuisce dal 23,5% del 2007 di 4,12%.

Dove sono finiti questi voti?.

Nella nuova DC che ha ricevuto l'8,73% alla sua prima riproposta, dopo tangentopoli?.

Nel coacervo di liste e listarelle che ormai da anni si propongono in tutte le elezioni?.

 

Un bel quesito, chissa!.


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